Non solo kinesiografia       


 

 Considerazioni in tema di Anatomia e  Fisiologia
Dott. Marco Cigolini       

 

 

INTRODUZIONE

1.1. Organizzazione del corpo umano

1.2. Ontogenesi

1.3. Linea gravitaria - Stazione eretta - Il movimento

1.4. Cenni anatomofisiologici di C0 - C1 - C2  

1.5. Conclusioni

 

 

 
 
 

CONSIDERAZIONI IN TEMA DI ANATOMIA E FISIOLOGIA

 

INTRODUZIONE

 

Per comprendere pienamente la filosofia scientifica e la metodica del Dott. Marco Cigolini bisogna riconsiderare sotto un diverso angolo di visuale l'anatomia dell'uomo.
Più precisamente conoscere non solo l'anatomia dei singoli organi o delle unità che costituiscono il corpo ma considerare il corpo in senso olistico, cioè che funziona grazie alla intima unità strutturale degli apparati che lo costituiscono, ognuno dei quali dipende strettamente dagli altri.

Il considerare in senso solistico l'anatomia, cioè la forma, la struttura ci porta necessariamente a riconsiderare nella stessa maniera la fisiologia, cioè la funzione.

Un secondo concetto che ci deve guidare in questo cammino che ci renderà affascinante l'anatomia e la fisiologia è quello di distinguere sempre fra statica e dinamica e di entrare così nella dimensione del movimento. Infatti, seppure paradossale essendone tutti schiavi, in medicina ci siamo dimenticati della forza più grande e più importante: la forza di gravità. La vita di tutti gli esseri è una lotta continua ed incessante contro di essa. Possiamo prendere conoscenza degli sforzi che i viventi hanno fatto contro di essa dallo studio della filogenesi. Dallo studio dell'ontogenesi possiamo inoltre renderci conto della cronologia dello sviluppo delle strutture e delle funzioni deputate a sostenere questi sforzi. 

Voglio sottolineare che per STATICA si intende quella condizione di ogni organismo vivente (cioè usciamo dalla anatomia e dalla fisica del cadavere) in cui abbiamo il minimo consumo energetico per bilanciare la forza di gravità e mantenere la posizione eretta. In questa condizione fisiologica la somma algebrica del lavoro espresso dai muscoli agonisti ed antagonisti deve essere = O (zero).

Ritengo anche che se la statica è il punto di partenza, necessario e sufficiente per la DINAMICA, sia altrettanto vero che non possa esistere una statica senza una dinamica in quanto tutto tende verso l'ENTROPIA. Il termine entropia significa massimo disordine a minimo consumo energetico. Tendere verso l'entropia significa continua variazione di energia dal livello alto al livello basso.

Gli organismi viventi sono i soli sistemi a diminuzione di entropia. La sintesi proteica è la risposta transitoria degli organismi viventi all'entropia. Si hanno molecole sempre più complesse, ordinate, però c'è anche un consumo di energia. Questa lotta all'entropia permette di vivere, ma solo transitoriamente, il consumo energetico elevato ci porta a morire.

Sta in ciò la grande affermazione di StilI: "la vita è movimento, il movimento è vita": Riflettiamoci!. Il movimento, la dinamica, indispensabili alla vita, necessitano di una FORMA ASIMMETRICA.

Il corpo umano si organizza nella asimmetria che quindi non ha un significato di patologia, ma di fisiologia, Ogni organismo cioè si organizza a suo modo nella propria asimmetria per esprimere a modo proprio la dinamica. Si può affermare che ogni asimmetria sia geneticamente predeterminata!


 

ORGANIZZAZIONE DEL CORPO UMANO

Essa obbedisce in tre leggi:

  1. equilibrio;
  2. economia;
  3. comfort (assenza di dolore).

Sia in fisiologia che in patologia è prioritario l'equilibrio e le soluzioni per mantenerlo devono essere economiche e confortevoli.

Maggiore è il dispendio energetico maggiore sarà l'affaticamento e la limitazione funzionale. Essendo il nostro corpo un meccanismo organizzato in senso antigravitario è organizzato in modo da contrastarla con il minor dispendio di energia.

Esso è composto di diversi segmenti o UNITA' FUNZIONALI (fig.1) che alternano le condizioni di mobilità e rigidità: la scatola cranica (rigida), la regione cervicale (mobile), la cassa toracica (semirigida), la regione lombare (mobile), il bacino (rigido).

 

                           

          

Fig1

 

 Il termine unità funzionale riassume l'indipendenza di queste che si autogestiscono per risolvere i problemi regionali, ma che sono tutte in stretta relazione fra di loro per l'organizzazione spaziale del corpo in rapporto alla gravità ed al movimento.

Quindi le tre "sfere" dell'organismo costituite da strutture rigide (ossa) e delimitate ciascuna da dei restringimenti hanno funzione di protezione, mentre l'unità cervicale e quella lombare sono deputate prevalentemente al movimento attraverso l'organizzazione di un Sistema aponeurotico-muscolare Anteriore, uno Posteriore ed uno Obliquo o Crociato (fig.2)

 

 

 

Fig.2

Il SISTEMA DIRETTO è essenzialmente deputato alla statica, quello CROCIATO alla dinamica.

Il Sistema Diretto Anteriore è preposto ai movimenti di arrotolamento o flessione.

Il Sistema Diretto Posteriore a quelli di raddrizzamento o estensione.

Il Sistema Crociato è deputato a quelli di torsione.

Si considera flessione ogni movimento verso l'ombelico, estensione ogni movimento che allontana da esso. I Sistemi Diretti avvicinano la testa al bacino. Il Sistema Diretto Posteriore è l'insieme della colonna vertebrale con le sue articolazioni e i suoi muscoli. Il Sistema Diretto Anteriore è rappresentato da 3 ossa collegate da fasce: mascellare inferiore, osso ioide e sterno, riuniti in corrispondenza del pube da una grossa massa muscolo-aponeurotica (muscolo retto dell'addome).

I due Sistemi hanno una fisiologia completamente differente: con i suoi muscoli corti il Sistema Diretto Posteriore ha una funzione statica e di raddrizzamento. Si tratta di un Sistema di richiamo che controlla la disposizione muscolo-fasciale anteriore. In definitiva ha un ruolo strutturale e antigravitario. Con i suoi muscoli lunghi il Sistema Diretto Anteriore può effettuare dei rilevanti accorciamenti attivi e dei notevoli allungamenti passivi. Ha un ruolo antigravitario e dinamico in

Quanto i suoi muscoli costituiscono gli starters del movimento (vedi avanti) il quale comunque si concretizza con il Sistema Crociato.

Tutti gli organismi viventi, dai più piccoli invertebrati fino all'uomo (animale più evoluto nella scala filogenetica) sono costituiti da 2 emisomi che idealmente dovrebbero essere simmetrici, Lo sdoppiamento del soma è infatti l'unico modo per permettere la stereognosia ed il movimento.

Infatti l'unico modo per esprimere il movimento è stato quello di vincere la forza di gravità e guadagnare in verticalità e di coniugare poi la verticalità con l'anteriorità attraverso il vettore risultante a 45° in ogni punto dello spazio con l'estrinsecarsi della lateralità.

Ecco perché il movimento è sferico. in curva!. Il concetto di lateralità si materializza con l'apparato neuro-muscolare ed un sistema di articolazioni che esprimono un movimento sferico che riesce a spostare i baricentri dei singoli distretti corporei e quindi il baricentro corporeo globale.

Ma dato che la gravità domina sempre e comunque, la verticalità si può coniugare con l'anteriorità solo nella proporzione divina in quanto per gravitazione universale il rapporto rimane sempre 1:1:1. Il corpo dell'uomo si è così organizzato: cranio e colonna fra di loro funzionalmente ortogonali, ciò per mantenere l'equilibrio ed il parallelismo oculare con il piano dell'orizzonte con il minimo dispendio di energia.

Parlando di cranio si intende il cervello; meglio ancora sono i 2 labirinti con i 3 canali semicircolari che determinano i 3 livelli della stereoprassia.

Quando si dice che il corpo umano è organizzato con un unico centro di massa (disco intervertebrale tra D9 e D10) abbiamo anche detto che il corpo ha più unità funzionali e strutturali. Ogni unità ha il suo baricentro. L'ideale teorico prevede i baricentri delle singole unità funzionali allineati lungo la linea di Barrè (trago-malleolo) (fig.3).

Fig.3

Anche il baricentro cranico deve essere allineato a quello della colonna.

Perché quindi si parla di ortogonalità? Bisogna ricordare che l'allineamento e l'ortogonalità debbono essere considerati in senso funzionale e non statico. Visivamente si può immaginare questa ortogonalità nell'ampiezza dell'angolo goniaco. Il ramo mandibolare dovrebbe proiettarsi perpendicolarmente allo sfenoide mentre il corpo dovrebbe proiettarsi ortogonalmente al dente dell'epistrofeo. Visualizzando ramo e corpo mandibolare si può avere un'idea del rapporto funzionale tra cranio e colonna (fig. 4).

Fig.4

 Tutte le unità funzionali che costituiscono il corpo, tessuti molli e tessuti duri si assemblano su una unica trama reticolare che si suddivide all'infinito che è il tessuto connettivo. Tale tessuto porta dei nomi particolari secondo la sua funzione: fascia, aponeurosi, tendine, legamento, cartilagine, osso, ecc. Si tratta sempre però dello stesso tessuto connettivo ininterrotto.

Il tessuto connettivo ha inoltre la grande funzione di portare e diffondere il sistema circolatorio ed il sistema nervoso. Il sistema circolatorio è fondamentale alla vita, dove c'è un vaso c'è un nervo, c'è vita. La vis vitale di un organismo o di un tessuto si manifesta infatti nella possibilità di essere irrorato. Dove cessa la circolazione c'è l'invecchiamento, c'è assenza di movimento, è qui che inizia la simmetria, la cronicizzazione, il tessuto fibroso, il collagene, cessa la vita.

Dove non c'è connettivo non c'è tessuto vivente.

Infatti per esempio durante l'embriogenesi nella fase della gastrulazione le due zone dell'embrione dove il mesoderma non si interpone fra ecto ed endoderma diverranno le future membrane bucco-faringea e cloacale che sono destinate a scomparire.

Tutto è una catena e tutto è indissociabile! In questo contesto è anche necessario considerare le apofisi, le  tuberosità, le creste ossee di inserzione, i processi alveolari, come delle fascie addensate sotto l'azione delle trazioni funzionali.

E' la funzione che condiziona l'anatomia. Quindi nell'anatomia occorre assegnare maggiore importanza alle FASCIE (tessuto fibroso denso) che non hanno come funzione principale quella di rivestire o separare le varie strutture come ci è stato insegnato, ma quella di connettere tutto con tutto. E ciò da un punto di vista funzionale: le fascie sono l'agente meccanico principale della coordinazione motoria, il substrato anatomico fisiologico delle  CATENE CINEMATICHE

Sono esse che trasmettono ai muscoli interessati dal movimento gli impulsi a distanza. L'organo centrale non invia alla periferia che un minimo di ordini precisi nella forza e nell'ampiezza, su pochi muscoli starters dei movimenti. Ogni altra contrazione muscolare non deve nulla alla corteccia. Non si tratta che di archi riflessi locali provocati dalla tensione della forza.

 ONTOGENESI

 Dal punto di vista ontogenetico il sistema antigravitario si evolve passando dalla  situazione di quadrupedia alla situazione di bipedia (fig.5).

Fig.5

Il peso dell'addome è sospeso alla colonna che con la sua autoresistenza gli fa da contrappeso.

E' quello che troviamo nel bambino piccolo. In questa situazione le faccette articolari sostengono il peso. Esse sono costituite da tessuto osseo duro e compatto. I corpi vertebrali sono verticali e non esercitano compressione cuna sui dischi che sono completamente scaricati.

All'inizio del suo raddrizzamento, durante l'evoluzione della specie, l'uomo ha camminato spostando il suo corpo come un orso, cioè facendo fulcro con un solo blocco con tutto il suo corpo intorno ad un piede punto d'appoggio, mentre avanzava con l'altro piede. Le braccia servivano come bilanceri laterali.

Questa marcia, pesante e poco efficace si è modificata per diventare più efficace ed economica.

Poiché la funzione modifica l'organo, il bacino e la colonna lombare hanno subito una trasformazione. Il bacino si è diretto in retroversione. E' comparsa la lordosi lombare (la lordosi cervicale esisteva già nel quadrupede). il sacro si è orizzontalizzato e le articolazioni sacro-iliache si sono modificate in modo che nella deambulazione il sacro possa muoversi armonicamente con le ossa iliache da una parte e la colonna lombare dall'altra.

Se il riso è la caratteristica peculiare dell'uomo, lo stesso possiamo dire per la lordosi lombare.

L'evoluzione del bambino si compie attraverso un processo somigliante a quello della specie e la lordosi lombare compare strutturalmente intorno ai 3 anni di vita. Da un punto di vista funzionale si può affermare che si manifesti intorno al 1° anno di vita e non è un caso che a questa età comincia a maturare il sistema muscolare crociato a livello lombare ed in bocca è funzionante l'incisivo inferiore. Il bambino cammina quando entrambi gli incisivi inferiori sono erotti.

 

LINEA GRAVITARIA- STAZIONE ERETTA-IL MOVIMENTO

L'uomo si tiene in piedi normalmente in appiombo anteriore. La linea gravitaria lascia anteriormente i visceri e cade subito al davanti della articolazione tibio-tarsica (fig 3).

Verso l'alto passa per il centro del corpo di L3, prosegue passando davanti a D4, attraverso le articolazioni C3-C4 passa per la linea mediana atlo-ossidea e penetra nel cranio attraverso il centro del grande foro occipitale.

Osservando tale linea ideale si nota che in fisiologia, l'insieme atlo-ossoideo si ritrova verticalmente a piombo sull'astragalo, la testa si colloca al di sopra del centro del bacino e i due cingoli scapolare e pelvico risultano strettamente sullo stesso piano.

E' chiaro che tale linea deve essere intesa in modo dinamico, come la risultante delle diverse forze che operano per mantenere il corpo in equilibrio. non è una linea immobile!

E' in oscillazione permanente e riguarda sia la forza di gravità che le forze antigravitatarie. E' quindi necessario che tale linea passi per L3 che è senza dubbio la vertebra più mobile e più vulnerabile del corpo perchè è supporto di tutto ciò che sta al di sopra e sostegno di tutto ciò che sta al di sotto.

Tutti i movimenti del corpo devono così passare per L3.

Tale vertebra che rappresenta uno dei due centri di rotazione della colonna insieme a C3 non va però intesa come il baricentro corporeo ma come il punto di applicazione delle forze antigravitarie.

Il baricentro corporeo va inteso come la risultante dei centri di gravità parziale o baricentri dei singoli distretti o unità funzionali e risulta a livello del nucleo polposo fra D9 e D10. Se il corpo è in movimento il centro di gravità si può trovare in posizioni diverse e addirittura al di fuori dal corpo.

Per questo ci sembra corretto sostenere che la dinamica è la ricerca di una nuova statica. Nel movimento l'uomo insegue il suo baricentro. Se non ci riesce, cade. Nel movimento il baricentro tende a tornare al proprio posto.

Sappiamo che nelle III Classi il centro di massa corporea è al di sopra di D9, mentre nelle II Classi è al di sotto.

Nel movimento quindi il baricentro tenderà verso il basso nelle III e salirà nelle II. Le unità funzionali cambiano i loro baricentri per mantenere costante quello corporeo. Il moto corporeo è il risultato di una compressione e distensione dei diversi settori della colonna a cui si accompagna lo spostamento dei baricentri dei singoli distretti. In questa sola maniera si attiva il movimento pendolare, rotazione più traslazione, cioè sferico, o meglio in curva che coniuga la verticalità alla antero-posteriorità insieme alla esigenza di mantenere costante l'estremità cefalica dal suolo.

Sottolineo che le vertebre non possono spostarsi fra di loro in senso antero-posteriore a causa dei processi spinosi, ma possono cambiare la loro angolazione grazie ai dischi, strutture preposte alla antero-posteriorità. Quindi le vertebre hanno solo la possibilità di avvicinarsi o allontanarsi mentre sono i dischi che mantengono i baricentri centrali. Le II Classi e le III Classi funzionalmente hanno uno schema corporeo opposto  (fig.6).

Fig.6

Le III Classi hanno una disposizione di massa corporea prevalentemente superiore (spalle ampie, grande torace con bacino stretto).

Le II Classi invece hanno bacini larghi con ali iliache aperte o semiaperte. In caso di baricentro più alto della norma (come nelle III Classi, dove c'è prevalenza del sistema Diretto Posteriore), nel momento in cui si attiva il sistema muscolare per la dinamica, cioè si va in C0 o si apre la bocca, il baricentro deve riportarsi verso il basso. ciò si ottiene attivando il sistema Diretto Anteriore ed il Crociato (per il movimento) e quindi avremo una flessione compensatoria di D9 in avanti ed in basso.

La unità cefalica dovrà essere quella che attiva il movimento per mandare in avanti il proprio baricentro  (dovrà cioè andare il flessione) e lo può fare perché a livello cervicale c'è iperlordosi e C3 può traslare in posteriorità.

La testa subirà sul piano sagittale un movimento compensatorio di verso contrario e dovrà andare in flessione per il mantenimento della visione bioculare parallela al piano del pavimento e per mantenere l'ortogonalità fra cranio e colonna. Quindi in caso di baricentro  corporeo alto l'unità funzionale starter del movimento corporeo è quella cervicale con ipertono del sistema Crociato di destra e deviazione sinistra sulla frontale del tracciato 1 per attivazione dello pterigoideo esterno di destra.

Nelle II Classi con baricentro più basso avremo un ipertono del sistema Diretto Anteriore, una notevole lordosi compensatoria a livello lombare con notevole impegno funzionale di L4 e del disco fra L3 e L4.

Nel movimento la lordosi di partenza non può essere che la lombare perchè L3 può andare in posteriorità. L'attivazione (starter del movimento) sarà sempre data dal sistema Diretto Anteriore attraverso gli ileopsoas che riducono la lordosi lombare. Il sistema Crociato prevede come starters due muscoli lunghi, il piccolo obliquo da un lato e il grande obliquo dal lato opposto. Siccome il baricentro  deve risalire ed L3 è il centro di rotazione, si dovrà attivare il crociato di sinistra sopra L3 e di destra sotto; di conseguenza avremo una deviazione destra su tracciato kinesiografico.

Come si vede, appare chiaro che gli schemi fisiologici delle III Classi sono del tutto opposti a quelli delle II Classi. Questa schematizzazione ha una finalità per lo più didattica. In realtà le cose sono più complicate. Basta pensare che anatomicamente le faccette articolari delle vertebre cervicali (predisposte alla traslazione) sono orientate all'incirca sui 45°, mentre quelle lombari tendono alla verticalità (rotazione). Anche i processi spinosi tendono più alla verticalità nel tratto cervicale e sono praticamente orizzontali nel tratto lombare. Le vertebre più basse si sono ossificate a formare il sacro mentre le cervicali hanno molta libertà di movimento.

Ognuno ha costituzionalmente una sua impalcatura (verticalità) che è costante e geneticamente determinata. In ognuno la realizzazione del movimento (antero-posteriorità) ottiene innescando la lateralità (sistema crociato).

In base alla struttura di base è più conveniente per l'organismo innescare il movimento attivando il distretto cervicale oppure quello lombare, il sistema crociato di destra o quello di sinistra.

 

CENNI ANATOMOFISIOLOGICI DI C0-C1-C2.

 CONSIDERAZIONI FINALI SULLA POSTURA MANDIBOLARE

 Occorre ricordare non tanto l'anatomia ma i mezzi di unione (figg.  7- 8 ).

Fig.7

Fig.8

 

ARTICOLAZIONE ATLO-OCCIPITALE:

1)     una capsula articolare tra i condili, molto lassa;

2)     membrana atlo-occipitale anteriore;

3)     legamento atlo-occipitale posteriore.

 

ARTICOLAZIONE ATLO-EPISTROFICA:

1)     capsula articolare lassa;

2)     legamento laterale inferiore dell'Arnold;

3)     membrana atlo-epistrofica anteriore;

4)     membrana atlo-epistrofica posteriore.

 

ARTICOLAZIONE ATLO-ODONTOIDEA:(TROCOIDE)

1)      legamento trasverso dell'atlante = legamento crociato;

2)      capsula articolare lassa con sinoviale fra Atlante e dente. Al movimento di rotazione verso uno dei lati si accompagna un certo abbassamento della testa verso lo stesso lato;

3)      legamento occipito-odontoidei laterali e mediano (dell'apice del dente);

4)      legamento occipito-epistrofico o membrana tectoria.

 

ARTICOLAZIONI ATLO-ASSIALI LATERALI.

Sono due artrodie

 

MOVIMENTI FISIOLOGICI A LIVELLO DELL'ATLANTE.

  • FLESSIONE. A causa della presenza del legamento traverso che mantiene l'arco anteriore dell'atlante a contatto con il dente, l'asse di movimento passa per il centro dell'odontoide (asse trasversale). In questo movimento, le faccette articolari inferiori dell'atlante ruotano in avanti e scivolano indietro sulle faccette superiori dell'epistrofeo. L'arco anteriore dell'atlante scende sulla faccetta articolare anteriore, l'articolazione si apre leggermente in alto. Esiste una tensione del legamento traverso che si incurva verso il basso. La limitazione del movimento si fa con tensione legamentosa posteriore (legamento traverso, legamento atlo-ossoideo posteriore) e con il contatto osseo anteriore dell'odontoide.
     
  • ESTENSIONE. Le faccette articolari inferiori dell'atlante girano indietro e scivolano in avanti sulle faccette superiori dell'epistrofeo. L'arco anteriore dell'atlante risale sulla faccetta articolare anteriore dell'odontoide e l'articolazione si apre leggermente in basso. C'è tensione del legamento traverso che si incurva verso l'alto. La limitazione del movimento avviene attraverso il contatto delle apofisi spinose e dell'arco anteriore dell'atlante con l'odontoide. L'ampiezza totale di flessione-estensione è di 5°.
  • ROTAZIONE. Essa si organizza attorno ad un asse verticale passante per l'apofisi odontoide. In una rotazione destra si verifica uno spostamento simultaneo delle due faccette articolari inferiori sulle articolari superiori dell'epistrofeo: l'articolazione sinistra avanza e si abbassa a causa dell'aspetto bi-convesso delle superfici articolari (due ruote messe una sull'altra). Non c'è quindi nessuna inclinazione laterale bensì una rotazione pura: l'Atlante è l'unica vertebra dove può verificarsi una rotazione pura. Gli archi anteriore e posteriore dell'atlante si avvicinano all'epistrofeo. E' un movimento combinato di rotazione e abbassamento, di forma elicoidale di ampiezza di circa mm. 3. L'ampiezza di rotazione è di circa 12° per lato.

 

MOVIMENTI FISIOLOGICI A LIVELLO DELL'OCCIPITE.

Le due articolazioni atlo-occipitali sono meccanicamente legate mettendo in rapporto le faccette superiori delle masse laterali dell'atlante con le superfici condiloidee dell'occipite.

  1. Le faccette superiori dell'atlante: di forma ovaloide, a grande asse abliquo in avanti e all'indietro, concave in tutti i sensi;
     
  2. Le superfici condiloidee dell'occipite:

  • si adattano esattamente a quelle dell'atlante;

  •  il loro grande asse è obliquo in avanti e in dentro;

  • sono convesse in tutti i sensi.

Si tratta perciò di articolazioni a superfici sferiche con tre assi e tre gradi di libertà.

In un asse verticale: movimenti di rotazione.

In un asse trasversale: movimenti di flessione-estensione.

In un asse antero-posteriore: movimenti di inclinazione laterale.

 

MOVIMENTI FISIOLOGICI.

 

A) ROTAZIONE

Esempio di rotazione sinistra dell'occipite. Il condilo destro dell'occipite scivola verso l'avanti sulla faccetta atloidea destra. In questo movimento il legamento alare destro si arrotola intorno all'odontoide e si mette in tensione con la tendenza di riportare a sinistra il condilo occipitale. Si assiste quindi ad uno spostamento verso sinistra e ad una inclinazione laterale dell'occipite verso destra. Questo implica che in fisiologia non esiste nessuna rotazione pura dell'occipite sull'atlante ma una rotazione associata ad una traslazione e ac una inclinazione laterale. Per l'occipite ciò ha lo scopo di fare indietreggiare il centro d rotazione in modo che questo corrisponda all'asse del bulbo rachidiano.

 

B) INCLINAZIONE LATERALE .

L'inclinazione laterale tra occipite ed atlante è di scarsa ampiezza e corrisponde ad uno scivolamento a destra dei condili  una inclinazione laterale sinistra e inversamente. Il movimento è limitato dal legamento dell'apice dell'odontoide controlaterale ed è dell'ordine di 3°.

 

C) FLESSIONE-ESTENSIONE.

Nella flessione i condili indietreggiano e la squama dell'occipitale si discosta dall'arco posteriore dell'atlante. Movimento limitato dalla membrana atlo-occipitale posteriore e d legamento cervicale posteriore. Nell'estensione i condili avanzano e la squama si avvicina all'arco posteriore dell'atlante. L'ampiezza del movimento è di circa 15°.

 

CONCLUSIONI

Riflettendo sulla fisiologia articolare si comprende come livello di C0, C1 e C2 si esplichino i movimenti più importanti tutto il corpo, quelli che regolano la postura e l'occlusione, statica ed in dinamica.

Si spiega perché il movimento è sferico osservando la flesso-estensione fra C1 e C2. Si capisce come in base a tali rapporti articolari in fisiologia si abbia l'apertura e la chiusura della bocca in assenza di lateralità attivandosi in fase i sistemi crociato di destra e di sinistra. Come sia nel caso di flessione che di estensione si abbia diminuzione di verticalità, verticalità che si determina fra Cl e C2. si capisce come il legamento traverso sia l'asse bicondilare, come il legamento del dente dell'epistrofeo sia paragonabile al legamento posteriore del menisco di destra e di sinistra. Si capisce perché C2 regola l'anteriorità (in quanto può andare avanti o indietro nella sua articolazione ma solo di quanto C1 lo permette. Come avvenga lo stesso tipo di movimento sia a livello dell'ATM che durante l'apertura della bocca movimenti che sono sempre più amplificati. Quindi nell'ATM il menisco regola la verticalità, il condilo la posteriorità. si può così affermare che C1 sia il menisco fra cranio e colonna finemente regolato o meglio posturato dalle fasce e modulato dai muscoli.

Dr. Marco Cigolini

 

 

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