Asimmetria e
stress ambientale
Interpretazione
dell’insuccesso ortodontico
di Stefano Corti
Presidente
dell’Associazione Italiana Pedro Planas
Socio
straordinario SIDO
Firenze, Via Pier
Capponi 49
sefano.corti@inwind.it
Riassunto
L’autore
descrive l’asimmetria dell’apparato stomatognatico in risposta allo stress
ambientale come conseguenza di una dismetria inizialmente funzionale e
successivamente organica.
Testimone
della asimmetria funzionale è la qualità e la direzione dei movimenti della
bocca che l’autore monitorizza con il kinesiografo.
L’insuccesso
ortodontico si verifica per il non raggiungimento, accanto alla simmetria della
forma dell’occlusione, una adeguata simmetria funzionale, origine e causa della
recidiva.
Introduzione
La
prima formulazione organica del concetto di stress risale al 1936
con le ricerche di H. SELYE.
Selye definì lo stress come “risposta non specifica dell’organismo” ad ogni
richiesta effettuata su di esso, ad
ogni stimolazione che provoca un’alterazione del suo equilibrio interno
(omeostasi).
Priorità assoluta la sopravvivenza.
Selye ha dimostrato che l'organismo reagisce con
modalità molto simili quando si trova esposto a stimoli diversi e mette in atto
una risposta aspecifica che non dipende dal tipo di evento stressante cui è
sottoposto .
La
risposta aspecifica dell'organismo viene definita da Selye
"Sindrome Generale
d'Adattamento“.
Essa
si manifesta in tre fasi:
1)
Reazione di allarme:
A livello fisico è caratterizzata dalle manifestazioni più immediate dello
stress che sono:
--aumento della frequenza cardiaca,
--aumento della pressione arteriosa,
--aumento della glicemia,
--dilatazione pupillare,
--aumento di neurotrasmettitori quali l’adrenalina.
--aumento del tono muscolare, per consentire l’attacco o la fuga dallo stressor
A livello Psichico si ha:
--aumento dello stato di tensione
--aumento dello stato di allerta.
2) Fase di Resistenza
Coinvolgimento
del Sistema neuro-endocrino :
con attivazione di :
S. ipotalamo-ipofisi-corticosurrene (cortisolo)
S. ipotalamo-ipofisi-endorfine (dolore e
s.immunitario)
S. ipotalamo-ipofisi-tiroide
S. ipotalamo-midollare surrenale (adrenalina e
noradr.)
con inibizione di :
S. ipotalamo-ipofisi-gonadi (blocca la funzione
riproduttiva)
3)
Fase di esaurimento
Se lo stress persiste, vi è un limite al periodo di
adattamento, oltre il quale si entra nella fase di esaurimento.
Questa fase, che rappresenta il fallimento della
reazione di adattamento “funzionale” produce alterazioni permanenti a livello
neuro psico fisico relazionale.
Quindi il SNC adatta e mantiene nel tempo il nostro
organismo
in una nuova e “scorretta” situazione Neuro Psico
Fisica Relazionale.
Si stabilisce così
un nuovo stato fisiologico “disfunzionale”alterato rispetto a quello
iniziale che l’organismo accetta inconsapevolmente.
Dismetria
e asimmetria da stress
Lo sviluppo dei due lati di un individuo
bilateralmente simmetrico, influenzato da identiche pressioni genetiche e
ambientali manifesta casuali differenze tra i due lati per disturbi occorsi durante
lo sviluppo: il fenomeno viene chiamato “asimmetria fluttuante”.
Tali disturbi possono avere origine da stress
ambientali di natura diversa non solo fisici, che portano allo sviluppo di un
individuo asimmetrico per caratteri morfometrici.
Ci preme descrivere in cosa consiste l’attivazione
muscolare presente nella reazione di allarme, così come descritta da Rinaldi e Fontani, perché
rappresenta , nell’uomo, la formazione della futura asimmetria fluttuante.
L’attivazione neuro muscolare predispone al moto: si
combatte o si fugge, per cui vengono attivati i sistemi muscolo-fasciali
diretti anteriori (prevalenza flessoria,
fuga , sottomissione all’evento stressogeno) o diretti posteriori ( prevalenza
estensoria, attacco dell’evento stressogeno) ( fig.1).
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Fig. 1
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Entrambe le
attivazioni , flessoria e estensoria, favoriscono i sistemi crociati di destra
o di sinistra fondamentali per vincere
la forza d’inerzia della statica posturale e iniziare il movimento (fig.2).
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Fig. 2
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L’atteggiamento posturale è una delle espressioni
più complesse del nostro Sistema Nervoso, è quindi un punto di vista
privilegiato per osservare le modifiche inconsapevoli indotte dai processi di
adattamento disfunzionale sul nostro intero organismo.
Queste alterazioni vengono evidenziate attraverso
l’esame complessivo della postura e dei suoi eventuali squilibri neuro
muscolari.
Quando ci predisponiamo al moto, carichiamo
l’appoggio su un arto inferiore e lo scarichiamo dall’altro, si modifica il
baricentro corporeo con conseguente adattamento dei settori superiori,
verificabile al bacino, alle spalle e alla mandibola (fig.3).
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Fig. 3
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In particolare si possono andare a misurare e
analizzare le differenze di allineamento del bacino e degli arti inferiori
(Dismetria Funzionale).
Dismetria: attivazione disfunzionale di gruppi
muscolari, durante l’esecuzione di un movimento, determinata da uno schema
neuropsicomotorio adattativo.
Il paziente,
pur portando a compimento l’azione motoria determina l’attivazione non
sinergica dei gruppi muscolari interessati all’azione.
Se ad un paziente sdraiato su un lettino osserviamo
la posizione delle rotule vedremo che sono asimmetriche, cioè ad altezza
differente dalle spine iliache.
Se chiediamo al paziente di eseguire da questa posizione
una flessione del tronco, cioè di contrarre gli addominali e sollevarsi, assistiamo all’inversione rotulea, ovvero a
fine movimento le altezze rotulee sono invertite, su un arto abbiamo
attivazione del tendine sovrarotuleo, sull’altro del sottorotuleo.
Lo stesso fenomeno lo possiamo valutare ai malleoli.
Questa contrazione “invertita” valuta la dismetria.
La dismetria a livello stomatognatico si evidenzia
con il disallineamento dei frenuli labiali superiori e inferiori (Corti-Reali) a causa della dismetrica attività degli
pterigoidei esterni . Il capo superiore si inserisce sul disco promuovendone lo
spostamento in avanti; il capo inferiore si inserisce sul condilo.
Nella reazione d’allarme troviamo di fatto i condili
mandibolari sfalsati sull’asse cerniera, provocando di fatto una predisposizione alla latero
deviazione mandibolare che si evidenzierà nel movimento di apertura della
bocca, che risulterà deviato (fig.4).
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Fig. 4
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Con il perdurare dello stressor, si arriva alla fase di
esaurimento e la laterodeviazione diventa organica e misurabile nel protocollo
diagnostico ortodontico.
Questo avviene al di fuori del controllo volontario.
Il problema diventa organico e risulta difficile e
successivamente impossibile il movimento simmetrico di apertura e chiusura, il
movimento di protrusiva e una lateralità sarà molto difficoltosa. La funzione
masticatoria sarà asimmetrica, effettuata solo dal lato ove è agevole il
movimento laterale.
Asimmetria
e Riabilitazione neuro occlusale di Planas
La
filosofia di Planas, che si basa essenzialmente sull’osservazione del movimento
della bocca e soprattutto sul movimento di lateralità, attribuisce la causa
della dismetria funzionale delle articolazioni temporo-mandibolari ad una
carente stimolazione del parodonto per una masticazione insufficiente.
Secondo
l’autore il movimento masticatorio è bilaterale e fisiologico quando si
osservano AFMP (Angoli Funzionali Masticatori Planas) simmetrici e con
angolazione variabile in rapporto all’età..
Gli
angoli simmetrici evidenziano la capacità del paziente di masticare
bilateralmente.
La
masticazione bilaterale alternata è sinonimo di fisiologia dell’apparato
stomatognatico. Quando gli Afmp sono asimmetrici la masticazione è possibile
dal lato dell’angolo minore (fig.5).
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Fig. 5
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L’ispezione
clinica, anche se molto importante può non essere sufficiente nella
impostazione della diagnosi per cui è fondamentale poter avere una misurazione
del movimento ispezionato: serve per comunicare con il paziente e con i
colleghi, per comparare le modifiche del movimento, per caratterizzarle e
misurarle.
Il
criterio fondamentale di terapia, denominata Riabilitazione Neuro-occlusale
(Rno) è il ripristino della simmetria degli Afmp, che si ottiene stimolando
parodonto e recettori capsulari attraverso
dispositivi ortodontici, terapia sottrattiva (molaggi selettivi) e aggiuntiva
(condizionamenti o compensi dentali) (fig.6).
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Fig. 6
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La misura del movimento:
la kinesiografia
Il criterio principale di esame clinico deve essere non solo la valutazione e
misura della forma ma anche della funzione e quindi del movimento.
Il kinesiografo misura le variazioni di campo
magnetico di un magnete posto sugli incisivi inferiori, registrandole con
magnetometri fissati su maschera ancorata al cranio (fig.7).
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Fig. 7
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Il movimento viene riportato nei tre piani dello
spazio sullo schermo di un computer.
La lettura del movimento attraverso il KS è in grado
di riferirci su :
-
dinamica dentale
-
dinamica delle Atm
-
dinamica cervicale
-
dinamica del rapporto funzionale tra i
mascellari (fig.8).
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Fig. 8
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Il movimento viene registrato dagli incisivi
inferiori ma avviene a livello condilare (traiettoria condilare), è
condizionato dall’occlusione e limitato dalla escursione vertebrale.
L’esame kinesiografico mandibolare
-
è innocuo
-
ripetibile
-
di facile esecuzione
-
ben sopportato dal paziente
-
di lettura immediata
Questo
è il motivo che ci ha indotto a introdurre nel nostro protocollo di diagnosi anche
questo esame strumentale, di facile e rapida esecuzione, non invasivo per poter
quantificare una situazione di partenza e le modifiche che possono incorrere in
seguito alla terapia.
La
misura di movimenti standardizzati offre un importante sistema di indagine che
completa l’indagine diagnostica basata su modelli , foto , Rx e tutte le altre
indagini che il clinico impiega nella routine.
La
metodica kinesiografia consente infatti di valutare quelle che sono le
prestazioni dell’apparato in esame, di apprezzarne lo stato fisiologico, fisiopatologico o
francamente patologico e osservarne le modifiche che incorrono in seguito alla decisione di
intervento terapeutico.
I
movimenti esaminati sono:
-
Movimento
di massima apertura e chiusura. Si valutano la quantità di movimento,
l’inclinazione, la traiettoria di andata e di ritorno, la deviazione sul lato
frontale e orizzontale.
-
Movimento
di chiusura in partenza dalla posizione di riposo posturale
-
Movimento
di deglutizione in partenza dalla posizione di riposo posturale
-
Movimento
alla massima estensione di protrusiva e ritorno con contatto dentale.
-
Movimento
alla massima estensione di lateralità destra e sinistra a contatto dentale.
L’esecuzione
del movimento dipende dalla situazione di occlusione, dalla posizione della
testa e dalla situazione posturale, dalla posizione reciproca dei componenti
dell’articolazione temporo- mandibolare.
È
evidente che la lettura dei vari movimenti considerati singolarmente e nel loro
insieme permette al clinico una valutazione importante della efficienza
dell’apparato stomatognatico nella componente occlusale, articolare, vertebrale
e quindi neurologica.
Anche
i cinque fattori dell’equilibrio occlusale (pendenza glenoidale,
overjet-overbite, profondità delle cuspidi, inclinazione del piano occlusale e
curve di compenso) descritti da Hanau sono estrapolabili dalla visione completa
dei movimenti registrati.
Case
reports
Pazienti con morso crociato posteriore dx e
laterodeviazione mandibolare destra, prima e dopo trattamento intercettivo,
mirante alla soluzione del crossbite e alla centratura mandibolare.
Caso n° 1 : morso crociato dx,
linea mediana centrata in testa testa incisivo, apertura deviata a dx,
protrusiva deviata a sx, Afmp dx ridotto e piatto, Afmp sx profondo, esteso.
Dopo intercettiva: coincidenza delle mediane
incisive, anche in testa testa, apertura deviata a sx alla massima apertura,
lateralità simmetriche.
Controllo a livello più avanzato di permuta:
ulteriore miglioramento e simmetria del movimento.
Caso n° 2: morso crociato dx e
laterodeviazione mandibolare dx.
Apertura deviata a dx, protrusiva deviata a sx, Afmp
dx minore del sx.
Dopo intercettava buon allineamento, I° classe
molare e canina bilaterale, persistenza della deviazione dx in apertura e Afmp
dx minore del sinistro: è stata modificata la forma ma non la funzione.
Caso n° 3: morso crociato dx,
deviazione dx della mediana interincisiva e della mandibola. Apertura deviata a
dx, protrusiva a sx , Afmp dx minore.
Durante intercettava persistono nonostante il
miglioramento della forma la caratteristica kinesiografia del movimento
iniziale.
In fase di finitura , con ritocchi occlusali secondo
Rno, si assiste ad un miglioramento della simmetria dei movimenti mandibolari.
Conclusioni
Secondo C.Bernard è la funzione che crea la forma.
La funzione tende a diventare asimmetrica secondo
Selye in reazione all’ambiente esterno.
Ci sembra pertanto doveroso, in fase diagnostica e
terapeutica associare all’attento esame della forma, anche un esame funzionale
che possa misurare le prestazioni dell’apparato che siamo in procinto di
modificare.
L’asimmetria funzionale può essere controllata e
condizionata oltre che con i dispositivi ortodontici anche attraverso modifiche
della recettorialità periferica sottrattive (molaggi) o additive ( compositi),
per favorire il ricupero di una simmetria di funzione che eviti o controlli la
recidiva.
Stefano Corti
Presidente Aipp
Segretario culturale Sikon
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